Busta con proiettili al giornalista Vincenzo Brunelli del Garantista

COSENZA – Sette, otto proiettili di pistola. Non era facilmente desumibile il numero delle pallottole, perché le ogive erano racchiuse in un nastro adesivo. Ma sin troppo chiaro resta il messaggio recapitato al nostro cronista cosentino Vincenzo Brunelli. Ieri pomeriggio, intorno alle 17 e 30, prima di recarsi al lavoro, il collega ha controllato la cassetta delle lettere  rinvenendo un involucro sospetto. Aperto il contenuto, è apparso subito chiaro che si trattava di un sinistro tentativo di intimidirlo. E di metterlo in guardia rispetto a chissà cosa. Il solito modo di “comunicare” a certe latitudini della Calabria.

Intimidazione a Brunelli Vincenzo

E il solito modo per dire che, a qualcuno, non va a genio ciò che un altro sta facendo.  E cosa fa il nostro Brunelli? Scrive di giudiziaria a Cosenza, la città in cui vive, e nella quale ha tantissime amicizie ma, evidentemente, anche qualche nemico. Il gesto compiuto all’indirizzo di Brunelli è un gesto contro tutta la redazione de “Il Garantista”, e quindi contro chi intende fare informazione libera in Calabria senza condizionamenti di alcun genere.

Spetterà agli inquirenti riuscire a risalire, e punire, gli autori del gesto che non intaccano la serenità dei giornalisti del Garantista. Vincenzo Brunelli si è infatti preoccupato di allertare le autorità preposte perchè venissero condotte accurate indagini sull’accaduto. Sul posto, a effettuare i rilievi, gli uomini del Nucleo operativo agli ordini del tenente Giancarmine Carusone, i quali hanno repertato il materiale ponendolo sotto sequestro.

Nelle prossime ore, sarà cura dello stesso cronista formalizzare una denuncia che sin da ora può considerarsi pubblica: questa forma di violenza non è accettabile. E va respinto ogni attacco alle libertà individuali. Per questo Vincenzo Brunelli tenterà di fornire agli inquirenti tutto ciò che sarà considerato utile a chiarire il contesto in cui è maturata l’intimidazione.

Di sicuro ne lui né i giornalisti arretreranno di un millimetro rispetto alla linea intrapresa e al “patto” siglato con i lettori: informare su ciò che accade, nel bene e nel male, a Cosenza e in Calabria. Quindi, raccontare i fatti per quelli che sono e non già perché a un cronista frullino in testa chissà quali fantasie. Ecco perché l’attacco al cronista è un attacco contro l’informazione libera, costretta nuovamente a difendersi dai tentativi di condizionamento che non si sa da dove arrivano.

A sottolinearlo anche il vice segretario nazionale Fnsi, Carlo Parisi:

Nessun bavaglio e nessuna intimidazione potranno mai fermare il lavoro di quanti, con onestà, serietà e professionalità, credono nel giornalismo vero svolgendo semplicemente il loro lavoro al servizio dei cittadini onesti.

E la deputata Pd Enza Bruno Bossio:

La pesante intimidazione è un fatto inquietante che non può non destare viva preoccupazione. L’episodio si inserisce in una serie di atti intimidatori che, nel recente passato, hanno preso di mira gli operatori dell’informazione in Calabria. Nell’esprimere tutta la mia vicinanza e solidarietà a Vincenzo Brunelli e a tutta la redazione de “Il Garantista” chiedo a magistratura e forze dell’ordine di fare al più presto piena luce sull’episodio e assicurarne gli autori alla giustizia.

(Tratto dall’edizione cartacea de “Il Garantista” del 03/12/2014)


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